07 gennaio 2008

"91.ma Collettiva giovani" by Fondazione Bevilacqua La Masa

Venezia - La Galleria di Piazza San Marco, 'vetrina' marciana su due piani, ospita ancora per pochi giorni le opere di giovani - se non addirittura giovanissimi - artisti, che la Fondazione Bevilacqua La Masa ha selezionato per l' oramai storico appuntamento della Collettiva, giunto quest' anno alla 91.ma edizione.
Collettiva di arte contemporanea, che ha tra le sue aspirazioni, o fondamenti, che dir si voglia, quella di dare l'opportunità ai fortunati vincitori - si tratta pur sempre di un "Concorso" - di poter iniziare a muovere i primi passi all' interno del vasto "Non-luogo" dell' Arte; oppure, consolidare il proprio ruolo di artisti, attraverso la rielaborazione innovativa e sperimentale delle tecniche e dello stile individuale.
Mi scuserete se allungo questa premessa, ma ritengo di dover fare, per 'correttezza personale', alcune critiche, nate durante la lettura del Catalogo di Mostra, generosamente offerto dalla Fondazione.
Nell' introduzione firmata da Angela Vettese, Presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa, si afferma, con grande insistenza, la voglia di continuare la strada segnata in molti anni di attività, attraverso iniziative volte a coinvolgere maggiormente le nuove generazioni dell'arte, e dare l'opportunità a molti di farsi conoscere, uscendo dagli schematismi delle Accademie e delle Università - che considero comunque 'isole felici', ben lontane dalla realtà- per ricevere, incondizionatamente (così viene affermato!!!), "un' accoglienza piena e affettuosa".
Benissimo!
Ma è tutto così "rose e fiori"?
Ovviamente, no!
Vediamo il perché: 240 sono gli 'artisti' (abusiamo troppo di questo termine!!) che hanno partecipato al Concorso, e che hanno presentato il proprio lavoro accompagnandolo da un portfolio e da un curriculum; la scelta della Commissione - composta da Angela Vettese (Presidente BLM), Emmanuel Berard (Palazzo Grassi, Venezia), Marcella Cernadas (Artista), Cornelia Lauf (Curatrice indipendente e docente Iuav Fda), Gateano Mainenti (Artista e docente Accademia di Belle Arti, Venezia), Marzia Scalon (Galleria Radar, Mestre), e supportata da una parte dello staff della Fondazione - è ricaduta su 26 giovani fortunati.
Immagino che il lavoro di selezione sia stato assai arduo, quantomai per il numero delle opere consegnate e per la lettura (si spera accurata) della documentazione di corredo, e che il fine fosse quello di premiare gli elaborati che mostrassero qualche valore artistico.
Ci saranno riusciti?
A malincuore: no!
Su 26 selezionati, già 4 hanno partecipato a una Collettiva della Bevilacqua La Masa, di cui 2, accompagnati da altri 5, comparivano in altre esibizioni indette dalla Fondazione stessa.
Che dire?
Semplice, abbiamo 17 reali vincitori.
Mi soffermerò su alcuni di loro e sulle loro opere, seguendo l'ordine del Catalogo.

Chiara Albertoni, Senza Titolo, olio su tela, 2007

Opera tecnicamente impeccabile: rappresenta in modo fotografico un particolare della natura (probabilmente parte di un fiore), isolandolo e purificandolo attraverso l'uso di una bicromia: il bianco e nero. L' Artista "ne crea un alter ego [...], capace di installare dubbi nello spettatore". Perché lo sventurato spettatore ha bisogno di dubbi amletici? Siamo forse "spettatori" di un Quiz televisivo?
Spiacente, ma sono dell'opinione che non basti sola tecnica per fare arte.
N. B. "alice" abbisogna della maiuscola, è un nome proprio.

Roberta Bruzzechesse, Oggiesco, Video loop, 2007

La Video-arte ha bisogno di un approccio assai particolare: richiede silenzio, e un livello di attenzione abbastanza buono. L'ambiente non era dei più adatti per l'inserimento di clip multimediali, però è assai corretto ricordare la multitecnicità dell' arte contemporanea.
Nei 0' 51'', di durata del video, l' Autrice è portata a investigare la realtà: propone "Prospettive capovolte, leggi fisiche non sempre coerenti o schierate, sino a far perdere l'identità al quotidiano." , e come in un sogno "Il punto di vista, immerso nel mondo onirico, riceve il dono dell' ubiquità e permette di osservare , ricordare, riflettere." nel tentativo di "[...] compiere quel passo, di scoprire cosa c'è dopo, senza in fondo rischiare troppo."
Siamo schiavi di un "eterno ritorno", di una fine senza fine.

Antonio Cataldo, Sei luglio trentuno ottobre, Libro, 2007

Questo pseudo-diario non fa altro che aumentare lo sconcerto e la sfiducia nei confronti di talune decisioni della Commissione. Appare assurdo che su 240 opere non ci fosse qualcosa di tecnicamente e concettualmente migliore.
Non ci siamo!

Claudia Cavallaro, Cyanobatteri / Cromococchi (2 opere diverse), Smalto e acrilico su policarbonato, 2007

Uno sguardo microscopico su una realtà - se di realtà si tratta - che si manifesta in "ecosistemi [...] composti da organismi autonomi all' interno di un' unica struttura vivente".
Le opere funzionano, sia dal punto di vista tecnico che coloristico.
Manca l'aspetto 'teorico'.

Sub'jin D' Jung, DEUX Repas, 3 video, 2006

"Con questo lavoro l' artista - stiamo esagerando!!!- intende sottolineare come nel momento del pasto, momento comune a tutte le civiltà, emergano chiaramente le varietà culturali."
Siamo alla prova del cuoco?

Banale!

Francesca De Pieri - Lucilla Pesce, Un posto al sole (work in progress), Installazione, 2006

Interessante installazione, video e materiale cartaceo, che ci induce a ragionare sull'opportunità di relazionarsi con un luogo asettico, privato del suo significato originale - testimoniato solamente dalle cartelle diagnostiche esposte nella Galleria.
Il video ci mostra due figuranti che si muovono nella 'non-realtà' di un Ospedale abbandonato, e attraverso la recitazione creano quei rituali quotidiani che ci aiutano a definire lo spazio, a comprenderlo.

Giovanni Giaretta, Paris, Video, 2007

Orrore!

Goran Gogic, Playground, Olio su tela, 2007

L'opera riflette sulla situazione contemporanea: sulla realtà che quotidianamente ci viene divulgata dai mass-media.
La pittura giunge a creare immagini contorte e amorfe, rispecchiando così la cruenta distorsione dell'informazione televisiva.

Gruppo RCA, Rifiuto con affetto, Documentazione del progetto, 2007

La giudico un'ottima iniziativa, ma non è propriamente un' "opera d'arte".

www.rifiutoconaffetto.it

Joys, Joys, Installazione site specific, Spray su muro, 2007

Siamo in un periodo in cui si è sentito parlare molto di "Graffitismo". La critica non sa ancora se considerarlo, o meno, un movimento artistico.
Personalmente sono favorevole al suo 'riconoscimento' come vera e propria tecnica artistica, e perciò è apprezzabile il lavoro di Joys.

Lara Marconi, These Days, Foto, disegni e collage, 2007

La creazione del ricordo, basilare per la conservazione della Memoria.
Attraverso 20 elementi, tra di loro collegati, l' Autrice ci informa che questo processo mentale è "[...] percorso attivo di ricostruzione di tracce."

Octavian Micleusanu, In due-1/2, Stampa fotografica, 2007

Queste fotografie in bianco e nero, in cui sono ritratti dei macchinari arrugginiti, vorrebbero "[...] rappresentare i principi del maschile e del femminile, quali elementi base della creazione."

Carlo Veneziano, Stairmachine, Video, 2007

L' Autore, attraverso un ottimo e impegnativo lavoro di montaggio, è riuscito a creare una composizione musicale "[...] dove i rumori del corpo in movimento compongono ritmi che suonano come una drum-machine elettronica."
Il Video risulta essere adatto all'interno dello sperimentalismo musicale contemporaneo, e non certamente per una manifestazione di arte contemporanea, in cui rischia di passare inosservato.


Il 2007, sembra essere stato l'anno in cui l'arte contemporanea ha affermato la sua egemonia sia nel mercato collezionistico sia nel consenso di pubblico. Ma come abbiamo imparato, non sempre i grandi numeri corrispondono a un' offerta d'arte di qualità - per dirla molto semplicemente!-, soprattutto dove marketing e mondanità da 'Happy Hour' sono diventate le uniche parole che questo mondo conosce.
La Fondazione Bevilacqua La Masa, con le sue iniziative, appare entità dissonante - anche se ho trovato delle note negative -, che come afferma Angela Vettese, Presidente della BLM, a proposito della rassegna, "non ha niente di glamour e non va sulle pagine patinate".

"Ogni creazione è in realtà la ricreazione di un oggetto che un tempo era amato e integro, ma poi si è trovato a essere perduto e rovinato, di un mondo intero e di un sé frantumato; se l'opera d'arte è per l'artista il modo più soddisfacente e completo con cui poter alleviare il rimorso e la disperazioni nascenti dalla posizione depressiva e ricostruire i suoi oggetti distrutti, essa non è d'altronde se non uno dei modi umani per conseguire questo scopo"
(H. Segal)

Migol
____________________________________________________________________

"91.ma Collettiva giovani"

Fondazione Bevilacqua La Masa
Galleria di Piazza San Marco, Piazza San Marco 71/c - Venezia

8 dicembre 2007 - 16 gennaio 2008

Orari d'apertura:

mercoledì - domenica, 10.30 - 17.30

www.bevilacqualamasa.it

31 dicembre 2007

"TUTTO...IN UNA VOLTA"


Nella trasmissione "Le Storie, diario italiano" (vedi Post del 19 dicembre) di Lunedì 31, è stato presentato un volume dedicato a uno dei capolavori pittorici di Michelangelo Buonarroti: La Sistina svelata. Iconografia di un capolavoro del prof. Heinrich Pfeiffer, gesuita e ordinario di Storia dell'Arte Cristiana alla Pontificia Università Gregoriana.

La conversazione tra Augias e Pfeiffer - assai interessante, da quanto mi è stato riferito - si è arricchita grazie alla presenza in studio del prof. Antonio Paolucci, neo-Direttore dei Musei Vaticani, e del prof. Matthias Winner,
storico dell'arte e Direttore emerito della Biblioteca Hertziana a Roma.

Impossibilitato nel riferire le varie tematiche affrontate durante il programma, trascrivo i riferimenti bibliografici:

Heinrich W. Pfeiffer, La Sistina svelata. Iconografia di un capolavoro, Jaca Book 2007, € 130.00

Migol

22 dicembre 2007

...Silenzio in Sala...


Il prossimo 25 Dicembre ricorreranno i trent' anni dalla scomparsa di uno dei simboli del XX secolo, Charlie Chaplin, morto alla veneranda età di 88 anni.
Non intendo, e non lo farò, dilungarmi nell' elogio della genialità del grande cineasta inglese - dato il periodo, prolifico di articoli dalle Firme importanti -, ma bensì mi permetto di consigliare la visione di uno dei Capolavori della sua carriera: LUCI DELLA RIBALTA, che verrà proposto sul piccolo-schermo, nella serata di natale, da La7.
Pellicola del 1952, di cui regia, soggetto e sceneggiatura sono firmate interamente da Chaplin, Luci della ribaltà è per il sottoscritto un' Opera d'Arte Cinematografica di intramontabile bellezza; film carico di quella romantica - e per certi versi sacra - malinconia, che affascina e seduce, cattura e stritola inesorabilmente l' Anima dello spettatore.
Ci viene raccontata la storia di due artisti, una giovane ballerina e un anziano attore comico di teatro, che devono affrontare, congiuntamente, alcune difficoltà legate al "mondo dello spettacolo", trovandosi entrambi costretti a mettersi in discussione e a ritrovarsi interiormente.
L' anziano attore Calvero, interpretato magistralmente da Charlie Chaplin, è il protagonista assoluto del film; egli è il profeta dell' era moderna, che con sguardo sconsolato rifuggie dalla realtà, cercando conforto nei ricordi e nell' alcol.
Quando la macchina da presa si sofferma sul volto espressivamente intenso dell' attore, capiamo che Chaplin non ha mai indossato una maschera o recitato un copione, ma in realtà ci ha offerto la sua vita, le sue emozioni, le sue debolezze interiori.
La scena finale, che si apre con uno dei duetti comici più geniali della storia del teatro e del cinema, eseguito in compagnia di Buster Keaton, è un "memento mori", che preannuncia l' addio, con 35 anni d' anticipo, alle Luci della ribalta.

Imperdibile!!!

Migol

____________________________________________________________________

Appuntamenti del Tubo:

Lunedì 24 Dicembre

Il Grande Dittatore
, Rai3, 23.00

Martedì 25 Dicembre

Luci della città, La7, 14.00

Chaplin:il vagabondo e il dittatore (Documentario), La7, 16.00

Luci della ribalta, La7, 21.00

19 dicembre 2007

Frutta con Augias

No, il titolo di questo Post non intende divulgare false notizie su probabili "degustazioni" con il noto Giornalista (sottolineo la G maiuscola) Corrado Augias, ma, più semplicemente, pone l' accento sul rito ormai consolidato di sedermi, accendere la televisone, sintonizzarmi su Rai 3, e degustarmi la frutta post-pranzo insieme a un' eccelente Rubrica di divulgazione culturale.
L'orario è sempre lo stesso: dalle 12.45 alle 13.10, dal Lunedì al Venerdì.
Il programma? "Le Storie, diario italiano", condotto dal Preziosissimo Corrado Augias: noto Giornalsita che collabora con La Repubblica, occupandosi della sezione delle lettere inviate dai lettori, e consolidato conduttore televisivo.
Prendendo spunto da un Libro di recente pubblicazione, il conduttore invita l' Autore nello studio e instaura con esso una conversazione pacata, intelligente e costruttiva.
Nel breve spazio di 30 minuti, mi trovo letteralmente coinvolto da un ambiente educato, che mi porta, con linguaggio semplice e chiaro, a ragionare sulle informazioni trasmesse.
Incredibile!!!

Nell' appuntamento odierno si è disquisito di un interessante lavoro: Peter Gomez, Marco Travaglio, Gianni Babacetto, Mani Sporche, Chiarelettere 2007.

Vivamente consigliato,

Migol

17 dicembre 2007

"Abbiamo Fatto Bene ad Uscire". SPAC-cati contemporanei di giovani artisti.


Buttrio (UD) - All' interno della Villa Di Toppo-Florio - splendido Palazzo e romantico Parco risalenti al XVIII secolo, e recentemente restaurati - si è inaugurata, nella serata di Venerdì 14 dicembre, una Collettiva di Arte Contemporanea.
La Mostra, curata da Paolo Toffolutti, si pone l'obbiettivo di riportare il "mondo dell' arte" - qualcuno prima o poi mi dovrà spiegare l'essenza di questa definizione! - all'interno della Società; vuole ridare voce, corpo, vita a un rapporto dialettico, momentaneamente perduto (cercando di essere ottimisti), tra il Pubblico e l' Artista.
Attraverso ottanta opere, che spaziano dalla fotografia alla video-arte, dalla pittura alla performance, dal disegno all' installazione, venti artisti emergenti, giovani trentenni-quarantenni di varie nazionalità, si confrontano con il Passato e con i grandi Grandi Maestri della tradizione contemporanea - parlo di "tradizione contemporanea", intendendo il periodo che parte dall' Impressionismo fino all' ultimo profeta
Andy Warhol, perché mi sembra inadeguato spingersi oltre il XIX -, cercando di inserirsi nel " Non-luogo" dell' Arte Contemporanea e di condurci, in modo diretto e spontaneo, anche lo Spettatore.
Sapendo che " la Speranza è l'ultima a morire" e che la "selva selvaggia"dell' Arte è "aspra e forte", ho cercato di visitare la mostra con la passione di chi la realizzata.
Fortunatamente, e diversamente da molte delle piccole mostre che ho di recente visitato, mi è capitato, attraversando le varie stanze dislocate sui tre piani della Villa, di dedicare più attenzione ad alcune opere. Opere che hanno stuzzicato il mio sguardo e la mia sensibilità; che son state capaci di scostare - intendiamoci: questione di secondi - quel "Velo di Maya" schopenhaueriano
, che ci costringe a vivere in una realtà illusoria.
Eccole:
Matteo Fato e i suoi "Cani": rapidità d'esecuzione accompagnata dalla capacità di riassumere l'essenza del soggetto/oggetto;
Andrea Morucchio
con le fotografie sul "Nepal": sguardo intenso, che trasforma immagini della quotidianità in simboli carichi di silenziosa ieraticità;
Nikola Uzunovski
propone "The Right Way": divertente citazione della segnaletica veneziana, caricata, però, di un significato più profondo.
Fortunatamente, la rassegna vi propone i nomi di altri artisti: Alessandro Ambrosini, Michele Bazzana, Marco Bernacchia, Elena Cologni, Marco Fedele Di Catrano, Raffaele Di Vaia, Nicola Martini, Claudio Marcon, Roberto Mascella, Giovanni Morbin, Daniela Perego, Robert Petenna, Portage, Jennifer Rosa, Nordine Sajot, Fabio Sandri e Sebastiano Zanetti.
Insoddisfazione mi viene dall'allestimento: mancanza di "comunicazione" tra le opere esposte nello stesso ambiente; totale insufficienza in merito alle didascalie, poco incisive e curate; e infine non si è instaurato - a mio parere - il giusto dialogo con l'ambiente ospitante, che poteva e doveva diventare uno dei protagonisti dell' evento.
Certamente, d'innanzi a opere di Arte Contemporanea, ci troviamo sempre in difficoltà, privi del codice linguistico che ci conduca alla decifrazione del "messaggio" (se di messaggio si parla). Questa difficoltà nasce a causa dell' allontanamento delle persone dalla Piazza; dall' indebolimento della Cultura; dal modificarsi dei metri di giudizio causati dalla televisione e dall' appiattimento dell' Individuo tramite l' arma della Globalizzazione.
"Abbiamo Fatto Bene ad Uscire" - come afferma Paolo Toffolutti - "è un invito a liberarsi di forme e concetti cristallizzati, rivolti alla trasmissione passiva del sapere, per far spazio - nell' arte come nella vita - alla visione di una via di fuga, di un momento di elaborazione del passato, necessario per fronteggiare il presente."
_______________________________________________________________________________

"Abbiamo Fatto Bene ad Uscire"

Spazio Pubblico Arte Contemporanea Buttrio
Villa di Toppo Florio, via Morpurgo 6/8 - Buttrio (UD)

14 dicembre 2007 - 20 gennaio 2008

Orari d'apertura:
venerdì - sabato, 16.00 - 19.00;
domenica, 11.00 - 13.00/16.00 - 19.00. Domenica Mattina visite guidate.

Chiusa domenica 16 dicembre per attività sociali in Villa.

www.spacbuttrio.it


13 dicembre 2007

Meteorologicamente corretti


Venezia, ore 9.25 : non siamo morti!Evviva....
Se ieri la giornata era uggiosa e apocalittica, oggi godiamo di un limpido e pallido Sole dell' Avvenire.
Il sottoscritto ringrazia gli Autotrasportatori, e i rappresentanti sindacali, per aver sospeso la protesta - perché scioperavano? - e aver rimandato a data da definirsi - informateci in anticipo la prossima volta - la Fine del Mondo (o del Governo?).

Migol

12 dicembre 2007

12 DICEMBRE 2007: "L' APOCALISSE ABITA QUI"


"L' Apocalisse abita qui". Con questa formidabile e felice espressione, Studio Aperto ci ha informati che la Fine - quella autentica - si sta consumando in questa fredda giornata dicembrina.
Sembra che il conto alla rovescia - il più celebre countdown - sia stato determinato, stranamente, da uno sciopero degli Autotrasportatori, il famoso "Esercito di Dio su quattro ruote".
Questa frangia della ben più nota "Guardia Svizzera"- l'esercito vaticano - si è messa metaforicamente in moto fermandosi ad aspettare il Supremo Giudice, Cristo, scatenando la più terribile carestia che l' Italietta degli ultimi 20 anni abbia conosciuto: supermercati saccheggiati, carburanti esauriti, mezzi di soccorso bloccati, atti di vandalismo e sciacallaggio; insomma la guerra civile incombe sul Bel Paese.

Chi ci salverà?

A voi la risposta....